Applicazioni e trattamenti indicati

L’efficacia fungicida dello zolfo non è legata alla solubilizzazione, così come accade per gli ioni metallici, bensì a meccanismi di sublimazione che gli consentono di agire sottoforma di vapore. La sua azione di contenimento accertata per alcuni fitofagi può conferire a tale sostanza un ulteriore valore aggiunto.

Lo zolfo in fase di vapore si distribuisce in maniera omogenea ed uniforme su tutta la superficie vegetale esposta. Pertanto, in fitoiatria la sua attività può essere migliorata attraverso l’impiego di erogatoridi zolfo allo statogassoso all’internodi strutture protette di coltivazione.

La possibilità di somministrare la sostanza in fase di vapore è connessa alla caratteristica di questo elemento che, pur essendo solido a temperatura ambiente, può passare allo stato di vapore (sublimare) se viene lentamente riscaldato a una temperatura superiore a 95 °C.

Lo zolfo, emesso in fase di vapore, raffreddandosi torna nella fase solida sotto forma di particelle comprese tra 5 e 14 micron, e si deposita uniformemente sulle superfici degli organi epigei delle piante, ivi comprese le parti meno esposte e più interne.